46) Decroly. Il metodo globale.
In queste pagine Ovide Decroly 1871- 1932) spiega come il metodo
globale da lui proposto in contrapposizione a quello analitico di
cui si serve la scuola tradizionale, corrisponda al processo che
spontaneamente si attiva nel bambino quando sia impegnato in un
lavoro che corrisponde ai suoi bisogni primari.
O. Decroly, La funzione di globalizzazione e l'insegnamento.
L'attivit globalizzatrice, l'abbiamo constatato in diverse
riprese  in diretto rapporto con gli interessi e le tendenze
affettive. E' da questo lato appunto, come l'abbiamo egualmente
notato, che essa presenta rapporti con l'attivit istintiva
propriamente detta.
D'altra parte l'attivit intellettuale analitico-sintetica, pu,
essa pure, essere riallacciata ad interessi; in ogni caso molti
educatori ammettono che l'educazione intellettuale deve basarsi su
gli interessi del fanciullo.
Come stabilire d'altronde la differenza fra gli interessi che
stimolano l'attivit globalizzatrice e quelli che serviranno di
punto di partenza all'attivit intellettuale?.
Infatti, non vi sono differenze fondamentali fra questi due tipi
d'interesse; quello che si pu solamente dire  che gli interessi
che stimolano il lavoro intellettuale analitico sono, in generale,
meno pressanti, meno immediati di quelli che stimolano il lavoro
di globalizzazione.
L'uomo che impiega la sua intelligenza a risolvere un problema in
rapporto con la sua vita pu, a lunga scadenza, prevedere i
bisogni che egli dovr soddisfare, servendosi delle sue anteriori
esperienze. Per questo evidentemente  necessario che egli abbia
una chiara conoscenza dell'importanza dei suoi bisogni, che faccia
un attento esame delle condizioni favorevoli o un attento esame
delle condizioni favorevoli o sfavorevoli che incontrer nel suo
cammino per soddisfarli, che prenda in esame i diversi mezzi di
cui pu disporre a questo fine, che porti a termine, durante un
certo lasso di tempo, la realizzazione di questi mezzi.
Fra gli interessi che possono suscitare l'attivit globalizzatrice
vi sono, naturalmente, quelli che si ricollegano agli istinti
individuali primari.
Come abbiamo dimostrato in un articolo del Journal de Psychologie,
 proprio a questi interessi che abbiamo collegato le tre prime
parti del nostro programma di idee associate, particolarmente
quelle che riguardano l'alimentazione, la lotta contro le
intemperie, la difesa contro i pericoli ed i nemici diversi.
Quanto all'amor proprio, l'istinto di propriet e gli istinti
sociali, essi non dnno luogo direttamente a materie
d'insegnamento per la scuola elementare, ma non vi  dubbio che
essi siano occasioni frequenti per servire di stimolanti per la
stessa attivit scolastica.
Cos, negli esercizi in cui il fanciullo pu soddisfare il suo
bisogno di conoscere, la sua curiosit riguardo ad esseri,
oggetti, fatti, quando eseguisce disegni, lavori manuali in
rapporto con gli esercizi di osservazione e d'associazione nel
tempo e nello spazio, non vi  dubbio che egli avr molteplici
occasioni stimolanti in rapporto agli interessi che si ricollegano
a queste tendenze; queste stesse occasioni si ritrovano in tutta
una serie di altre occupazioni scolastiche, particolarmente nelle
ricreazioni, nelle passeggiate, nelle escursioni; la competizione,
la difesa della propriet, la simpatia possono manifestarvisi,
proprio come accade anche nella scuola.
A questo riguardo si pu anche ammettere che, se la scuola non
fosse che un luogo dove i fanciulli si riuniscono sotto la
sorveglianza di adulti intelligenti, affettuosi e attivi, se essa
non fosse che un luogo dove i fanciulli si esercitano a vivere in
comune, avendo dinanzi a loro l'esempio di persone che lavorano in
occupazioni che i piccoli possono comprendere e alle quali
possono, a poco a poco, associarsi, il numero delle ore di scuola
assegnate all'insegnamento propriamente detto, potrebbe essere
ridotto di molto.
Nella scuola cos organizzata si pu dare al fanciullo delle
occasioni ben pi vive di soddisfare gli interessi in rapporto con
l'amor proprio, l'istinto di propriet e le tendenze sociali.
Non  dunque necessario introdurre nel programma un capitolo nel
quale queste tendenze siano analizzate o dove si cerchi di far
prendere speciale coscienza di questo tipo di stimoli interni.
Tutt'al pi, in certe occasioni, dovremo preparare il fanciullo ad
acquistare, a poco a poco, questa coscienza, traendo occasione da
fatti vissuti e che non potrebbero essere provocati senza essere
artificiali o troppo astratti.
Evidentemente si tratta della scuola elementare, e particolarmente
dei primi quattro anni di essa.
E' un'altra cosa quando si tratta delle classi superiori (dai 10
ai 14 anni) oppure della scuola secondaria (dai 12 ai 18 anni).
Per queste si dovrebbe cercare di dedicare una parte dei programmi
e di concentrare i corsi di morale, di scienze naturali, igiene,
storia e geografia e anche di letteratura intorno a centri che
prenderanno come pernio questi stimolanti. Effettivamente ci si
pu di gi basare sull'esperienza personale del fanciullo ed
aiutarsi con materiali di studio relativi alle esperienze di
adulti contemporanei o vissuti nel passato.


CONCLUSIONI.

Arrivati al termine di questo studio, che aveva per scopo di
mettere in luce l'importanza dell'attivit globalizzatrice
nell'insegnamento in generale, crediamo utile riassumerne i punti
principali:
1) L'attivit globalizzatrice fa il ponte fra l'attivit
istintiva e l'attivit superiore dell'intelligenza.
2) Essa si connette con la prima per gli stimoli che la
determinano e con la seconda per le possibilit di adattamento a
nuove condizioni.
3) Essa funziona spontaneamente nel fanciullo e permette
acquisizioni importanti come il linguaggio, le conoscenze
dell'ambiente materiale, vivente, sociale ed anche l'adattamento
ad una serie di forme di attivit.
4) La madre se ne serve, incoscientemente, per educare il
fanciullo e fargli apprendere varie nozioni pratiche, importanti
particolarmente il linguaggio.
5) E' indicato ricorrervi soprattutto durante il periodo di
transizione che va dall'educazione materna a quella che si attua
con metodi pi logici ed astratti.
6) Essa pu essere applicata non solamente nella iniziazione alle
tecniche (lettura, scrittura, ortografia), ma anche ai rami di
conoscenze relative alla natura e all'uomo (scienze naturali,
storia, geografia) e all'espressione di queste conoscenze nella
lingua materna o in altra lingua (composizione, lingue classiche e
moderne, disegno, etc.).
7) All'inizio dello studio dell'aritmetica e della matematica si
deve tener conto dell'attivit globalizzatrice.
8) Siccome condizione essenziale perch intervenga l'attivit
globalizzatrice  che l'interesse sia sollecitato, troviamo nelle
considerazioni suaccennate a questo proposito una nuova conferma
dell'importanza di basare l'insegnamento delle materie sugli
interessi del fanciullo ed anche di collegare l'insegnamento delle
tecniche all'insegnamento delle conoscenze (centri d'interesse).
R. Fornaca-R. S. Di Pol, Dalla certezza alla complessit. La
psicologia scientifica del Novecento,
Principato,  Milano, 1993, pagine 103-105.
